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La vendemmia in Toscana: un momento magico

da | Ott 5, 2021 | Firenze

fare la vendemmia in toscana

Questa frase di Cesare Pavese racchiude l’essenza del fare la vendemmia in Toscana, il periodo e lo spirito con cui viene affrontata. 

“Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare, sfogliare, stare in vigna non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va a funghi”.

Settembre è il mese cerchiato di rosso per tutti i viticoltori: è il mese considerato dagli addetti ai lavori quello della vendemmia, il periodo dell’anno in cui si passa tra i filari per raccogliere l’uva atta alla produzione del vino. Un periodo in cui i colori assumono le tinte affascinanti del giallo ocra e del marrone caldo, le sfumature del cielo racchiudono un significato tutto da svelare. Insomma, momenti che si portano dietro emozioni ed esperienze uniche…

Sono le settimane in cui si tirano le somme di un’intera annata di lavoro e di fatiche non sempre ripagate a causa di una improvvisa grandinata, di inverni troppo rigidi o del perdurare della siccità.

Ma non è solo questo: anzi, è un momento ricco di fascino e storia, un momento conviviale che celebra la voglia di stare insieme, nel quale uomini e donne si riuniscono e insieme lavorano per lo stesso obiettivo. Tutti insieme a lavorare nelle vigne per poi festeggiare con un ricco banchetto

La vendemmia è uno di quei periodi dell’anno che hanno qualcosa di magico, assume un significato mistico, come fosse un rito che da secoli si tramanda di generazione in generazione, carico di saperi contadini e tradizioni della cultura popolare

Alle origini della vendemmia

filari uva

Il tutto ebbe inizio già a partire dal 10.000 AC, dove la raccolta dell’uva veniva svolta per le cerimonie di ringraziamento agli Dei, per i frutti che la terra concedeva all’ uomo. Nell’antica Roma si celebrava una festa, la Vinalia Rustica, in onore di Giove che segnava il punto di partenza della vendemmia. 

Fino al secolo scorso la vendemmia era collegata al sacro, per ringraziare i vari Santi dei frutti della terra e la festività dell’evento, occasione di incontro e di festa. 

Con l’introduzione di strumenti meccanici che agevolano la raccolta e per via di un mercato sempre più attento, il momento della vendemmia ha perduto parte del suo valore festivo e conviviale, anche se diverse aziende continuano a raccogliere uva nel solco di questa usanza, consapevoli dell’opportunità sociale che si nasconde dietro a questa attività. 

Quando si vendemmia in Toscana

uva

Ma quando è che si vendemmia di preciso? Beh, non è possibile stabilirlo prima il momento migliore per fare la vendemmia in Toscana, perché intervengono diversi fattori.

Settembre non è l’unico mese in cui si vendemmia; il tutto dipende, soprattutto, dalla maturazione dell’acino, cioè quando nell’acino il rapporto tra la percentuale di zuccheri e quella di acidi ha raggiunto il valore ottimale per il tipo di vino che si vuole produrre.

Il momento della vendemmia può dipendere da:

  • condizioni climatiche: all’aumentare della latitudine le uve maturano più tardi.
  • zona di produzione: nell’emisfero boreale le uve delle vigne esposte a Sud maturano prima di quelle esposte a Nord; inversamente nell’emisfero australe le uve delle vigne esposte a Nord maturano prima di quelle esposte a Sud; in entrambi casi, però, all’aumentare dell’altitudine le uve maturano prima.
  • tipo di uva: i vitigni a bacca bianca maturano in genere prima dei vitigni a bacca rossa; dal tipo di vino che si vuole ottenere, determinato dalla maggiore o minore presenza di alcuni componenti.

I componenti in questione sono essenzialmente tre.

  1. Gli zuccheri, e quindi con un maggior tenore di zucchero aumenterà il grado alcolico del vino prodotto; senza dimenticare che un giusto tenore zuccherino è indispensabile per avviare la fermentazione alcolica.
  2. Le componenti acide, che sono necessarie sia per evitare la proliferazione di batteri (e quindi di malattie), sia per la successiva conservazione del vino.
  3. Le componenti aromatiche. Queste variano durante la maturazione dell’uva, e contribuiscono a determinare le caratteristiche organolettiche del vino.

In Toscana oggi molti viticoltori ancora non hanno finito di fare la vendemmia poiché, ad esempio, la vigna non è ben esposta al sole e proprio per questa ragione il grado di maturazione non è ben raggiunto; oppure in alcuni aree della regione è piovuto meno di altre e quindi la vigna non è riuscita a “nutrirsi” nel migliore dei modi, e la maturazione è stata più lenta di altre aree; come detto sopra, il tempo della vendemmia incide molto sulla tipologia di vino che si vuole produrre.

Se si vuole produrre vini dolci e quindi con un livello zuccherino, la vendemmia si potrà ritardare ancora di qualche giorno, poiché il vino che si vuole produrre sarà un vino in cui la concentrazione degli zuccheri sarà maggiore, e proprio per questo si tende a lasciare il grappolo ancora di più in vigna, per fare in modo che le componenti acide tendo a diminuire in favore della concentrazione degli zuccheri. Insomma, che la vendemmia continui!

Un momento magico che appartiene alla nostra tradizione

Per le strade di campagna, un trattore passa trainando il carretto pieno di uva, diretto verso le cantine. L’ odore dei grappoli invade l’aria ed in un battito di ciglia ti trovi nella vigna, immerso nel periodo di vendemmia.

Quando si va a fare la vendemmia in Toscana ti puoi sentire parte di un viaggio, il viaggio che porta l’uva dalla vite fino al suo elemento trasformato, il vino.

La vendemmia non è solo un lavoro. È passione. È festa. È convivialità. Ogni grappolo di uva è vita, e va trattato con cura, perché ogni piccolo acino racchiude un po’ della nostra storia e della nostra cantina.

Perché quel chicco, un giorno, diventerà il vino che ci rappresenterà.

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Tutte le foto dell’articolo documentano la vendemmia di quest’anno a Poggio Arioso, sui colli di Scandicci.

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Alessandro Rosi

Fiorentino DOC, laureato in economia, sommelier ed amante della cucina e del vino in generale, ma soprattutto di tutto lo splendido mondo che c’è dietro. Ricercatore di quelle chicche enologiche in tutto il mondo, pur avendo un debole per la Borgogna e lo Champagne (dici poco!).

“Fin da piccolo sono cresciuto con il concetto che la bottiglia di vino in tavola non può mai mancare, e soprattutto negli ultimi anni ho cercato di ampliare le mie conoscenze con i vari corsi specifici del settore, prima AIS e poi WSET (Wine&Spirit Education Trust). La sete di bellezza e di emozionarsi è uno dei miei dogmi principali e quello che ricerco in ogni sorso di un buon vino. Quali sono i migliori vini in circolazione? Sicuramente, i vini toscani… ma non lo dite in giro! “